Pochi fondi a disposizione per i club sportivi Novesi

Novi Ligure

Pochi fondi a disposizione per i club sportivi novesi

Non solo Novese e calcio. Per la città ci sono tante altre discipline che dimostrano l’assenza di cultura sportiva di una città che ormai non può più definirsi Università del ciclismo e dello sport tanti sono i problemi che attanagliano i coraggiosi volontari che continuano a tenere in vita sodalizi con decenni di storia
NOVI LIGURE – Non solo Novese e calcio. Per la città ci sono tante altre discipline che dimostrano l’assenza di cultura sportiva di una città che ormai non può più definirsi Università del ciclismo e dello sport tanti sono i problemi che attanagliano i coraggiosi volontari che continuano a tenere in vita sodalizi con decenni di storia.Ogni disciplina vive lo stesso problema: la cronica difficoltà a trovare fondi economici per poter affrontare una stagione senza l’assillo di far quadrare i bilanci. Non si tratta di cifre macroscopiche ma di poche migliaia di euro:l’esempio è la Novi pallavolo maschile. Un anno in serie B affrontato con le sole armi del vivaio e della buona volontà non hanno smosso le acque e la società continua a vivere in apnea economica nonostante un bilancio in pareggio e un settore giovanile prospero che sforna campioni.

Appare difficile poter pensar di affrontare una nuova stagione in B senza uno sponsor principale che permetta di disporre di una base economica di poco più di 15 mila euro che non significherebbe stravolgere il progetto di investire sui giovani e sulla linea verde ma semplicemente di evitare ai dirigenti di autotassarsi per comprare l’acqua o pagare le trasferte del vivaio e della prima squadra. Invece, nonostante le promesse di molti, alla fine del campionato la Novi pallavolo maschile non ha ancora uno sponsor per la prossima stagione e la dirigenza rimane col dubbio se continuare in B o auto declassarsi.

Non naviga meglio il Novi Hockey dove già da qualche anno la prima squadra ha rinunciato a sogni di grandezza dopo una stagione in serie A affrontata con l’autotassazione (i giocatori si pagavano anche i panini all’autogrill nelle trasferte più lunghe): la prima squadra gioca in serie C ma senza un vero sponsor mentre il vivaio è florido grazie all’unione con Monleale ma trova porte chiuse anche per ammodernare il Pattinodromo perché a distanza di quasi sei mesi dei famosi container che la dirigenza aveva reperito e che chiedeva di poter affiancare alla struttura a mo’ di magazzino o spogliatoio a condizione di essere in regola con le normative edilizie ed urbanistiche, non c’è traccia e non per mancanza di volontà dei biancorossi a cui uno sponsor da meno di 10mila euro risolverebbe tanti problemi.

Anche il Badminton Novi ha gli stessi problemi di hockey e volley: vivaio straordinario (il secondo in Italia nella sua disciplina), prima squadra nella massima serie e mancanza di sponsor al punto che anche nel mondo del volano l’autotassazione è la prima fonte di entrate. Il rosario potrebbe continuare all’infinito, dal basket al rugby senza scordare la ginnastica o l’atletica (120 ragazzi e nessun main sponsor), in una via crucis sportiva ed economica che presto rischia di trasformarsi in una Spoon River della sport novese.

Con buona pace di chi continua a riempirsi la bocca di “Novi città dello Sport”, una città che non è stata in grado nel Giro d’Italia del centenario, di ospitare una tappa della corsa ciclistica, salvo poi lamentarsi di essere stata esclusa dall’evento a favore di Tortona.

15/05/2017
Maurizio Iappini – m.iappini@ilnovese.info